Cronaca 

Caduta mortale nella fascia, indagato il compagno. Il telefono di Agnese Garibaldi può chiarire gli ultimi minuti

Il sessantatreenne è indagato per omicidio colposo. Sotto esame il terreno dissestato, i lavori nell’area e l’eventuale mancanza di protezioni. Venerdì sarà eseguita l’autopsia

Una caduta da un dislivello di circa due metri oppure un malore improvviso. Sono le due ipotesi sulle quali si stanno concentrando gli accertamenti per ricostruire la morte di Agnese Garibaldi, 69 anni, trovata senza vita domenica sera in una fascia a Cogorno, nell’entroterra del Tigullio.

Un elemento potenzialmente importante potrebbe arrivare dal telefono cellulare che la donna aveva ancora con sé al momento del ritrovamento. I carabinieri di Lavagna lo analizzeranno per verificare chiamate, messaggi e attività registrate nelle ore precedenti, nel tentativo di definire con maggiore precisione i suoi ultimi spostamenti.

Nel frattempo il compagno della sessantanovenne è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. L’uomo, 63 anni, è il proprietario dell’abitazione e dell’area nella quale erano in corso interventi di ristrutturazione. Ha ricevuto l’avviso di garanzia e ha nominato come difensore l’avvocato Guido Mottola.

L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Francesco Cardona, che ha delegato le indagini ai carabinieri. L’attenzione degli investigatori riguarda soprattutto le condizioni della fascia e del punto dal quale la donna potrebbe essere precipitata. Il terreno sarebbe stato irregolare e nei pressi del dislivello potrebbero essere mancate adeguate protezioni.

Era stato lo stesso compagno a far partire le ricerche. Tornato a casa dopo il tramonto, non aveva trovato Agnese Garibaldi e aveva dato l’allarme. Il corpo era stato successivamente individuato in una zona difficilmente visibile, sotto un muro alto approssimativamente due metri.

La dinamica resta ancora da definire. La donna potrebbe avere perso l’equilibrio camminando sul terreno dissestato, ma non viene escluso che un malore abbia provocato la caduta. Sarà soprattutto l’esame autoptico, fissato per venerdì, a stabilire se le lesioni siano compatibili con una precipitazione accidentale e se siano emersi problemi fisici precedenti all’impatto.

L’iscrizione del sessantatreenne nel registro degli indagati consente lo svolgimento degli accertamenti con tutte le garanzie difensive e non equivale a un’attribuzione di responsabilità.


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